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[05-11-2015]
SIAE, DDL CINEMA e AUDIOVISIVO, RAI E OBBLIGHI D'INVESTIMENTO
Cari Associati vi aggiorniamo sulle azioni di Doc/it sul piano politico-istuzionale

SIAE: ANCHE RAI STORIA SOTTOPOSTA A EQUO COMPENSO

A Novembre SIAE liquiderà l’equo compenso ricevuto da Rai e Mediaset per il secondo semestre 2014, l’equo compenso per i canali tematici Rai 2012/13 e quello per copia privata destinata agli autori per l’anno 2013. Novità importante: Rai Storia ha cominciato a comunicare i suoi palinsesti a SIAE, ed entra a far parte del campione di canali sul quale effettuare la ripartizione dei proventi di copia privata.
Ricordiamo a tutti gli autori di documentari che è possibile ricevere questi compensi anche se non si è soci Siae dando alla società un mandato sulle singole opere. I dettagli relativi a questa modalità sono descritti sul sito: https://www.siae.it/it/autori-ed-editori/cinema/come-iscriversi.
È importante segnalare che da quest’estate Rai Storia, dopo numerose pressioni, ha cominciato a comunicare i suoi palinsesti a SIAE a partire dall’anno 2013. Si tratta per noi di una conquista importante perché la materia prima del canale sono proprio i documentari che rappresentano la fetta più consistente del suo palinsesto. Finalmente da quest’anno gli autori le cui opere sono andate in onda su questo canale potranno vedersi corrisposto in automatico l’equo compenso relativo (previa compilazione del bollettino). Rai Storia entra inoltre a far parte del campione di canali sul quale effettuare la ripartizione dei proventi di copia privata. Siae ha deciso di far salire a 24 i canali campione (erano13 nella ripartizione del 2013 e 20 in quella del 2014) per poter in questo modo accrescere le opere remunerate e la rappresentatività dei beneficiari.

AUDIZIONE IN SENATO SUL DDL RIASSETTO CINEMA E AUDIOVISIVO

Doc/it in audizione in Senato insieme alle altre associazioni dei produttori per le consultazioni sul Disegno di Legge Di Giorgi: Legge quadro “in materia di riassetto e valorizzazione del cinema e dell’audiovisivo”. Il DDL prevede l’istituzione del Centro nazionale del cinema sul modello del CNC francese ed un intervento prelievo di scopo, sulle sale, sulle tv ma anche sulle nuove piattaforme online.
Segue un estratto del documento elaborato dal gruppo di lavoro di Doc/it e il testo base del DDL.
L’Associazione, che ha messo al centro della sua attività le istanze del settore della “non fiction” di produzione nazionale, definendo e consolidando negli anni un percorso incentrato sull’internazionalizzazione, accoglie con grande favore l’iniziativa di un riassetto globale del sistema nazionale.
Sempre più seguito dal largo pubblico, trasmesso dalle televisioni, e proiettato nelle sale cinematografiche, il genere documentario nel nostro Paese non è mai stato però oggetto di una politica che puntasse alla sua valorizzazione tanto da farne un genere capace di soddisfare la domanda interna ed esportare nel mondo l’Italia e la sua cultura, così come hanno invece fatto le altre nazioni europee, in primis la Francia.

Non possiamo che accogliere con favore la proposta di legge ispirata al CNC francese, un organismo autonomo nel redigere le regole, con un CdA composto unicamente di professionisti, aperto ad un rinnovamento permanente attraverso una negoziazione periodica con i professionisti, capace di interventi puntuali legati ai mutamenti tecnologici del settore, alla molteplicità delle commissioni sui fondi di aiuto in periodico rinnovamento. Inoltre composto da una quantità e diversificazione dei fondi che permettono di sostenere sia progetti difficili, “audaci” e premiare attraverso il sistema automatico le produzioni di maggior successo di pubblico.
Rileviamo inoltre come nell’ordinamento francese si rivolge un’attenzione centrale al genere documentario, beneficiario della somma maggiore di stanziamenti anche nel 2014, con una particolare attenzione data allo sviluppo.

Siamo dunque molto felici che si stia giungendo ad un riassetto generale del sistema, crediamo che questa sia l’occasione giusta per dare a livello normativo la riconoscibilità al documentario come genere, sottraendolo all’equivoco della durata;
definendo un impianto che dia rilievo alla fase di sviluppo, la più difficile e delicata per un progetto di documentario, con misure economiche ad hoc. Siamo favorevoli al prelievo di scopo, previa un’adeguata riformulazione delle percentuali proposte e ferma restando la necessità di coinvolgere tutta la filiera dunque anche i “big players”. Relativamente agli obblighi di investimento delle emittenti e della RAI, nell'ottica di un riordino della materia di sostegno al cinema in un unico documento, chiediamo di reinserire l’obbligo di trasmissione di opere europee e italiane, peraltro garantendo la diversificazione dei generi, destinando la riserva del 10% totalmente alle produzioni indipendenti e garantire una quota specifica al genere documentario.
Siamo favorevoli alla creazione di un sistema automatico ed uno selettivo che dia spazio ai progetti più “audaci” in termini di sperimentazione e particolare sguardo sulla realtà.
Proponiamo inoltre la necessità di introdurre un meccanismo automatico volto a premiare le coproduzioni internazionali quando siano originate e prevedono una determinante partecipazione dei produttori indipendenti italiani.

Riteniamo che un nuovo Centro Nazionale dell’Audiovisivo debba essere realmente rappresentativo dei professionisti del settore con tutte quelle caratteristiche di autonomia e rinnovamento proprie del CNC francese, e non di solo impianto governativo come nell’attuale proposta che finirebbe poi per non discostarsi molto dal sistema tuttora vigente.


RIFORMA DELLA RAI

Doc/it incontra il Sottosegretario al MISE Antonello Giacomelli delegato alla riforma della Rai
Di seguito il documento elaborato dal gruppo di lavoro. I punti messi in evidenza sono:

-L’accesso al rendiconto dettagliato degli investimenti RAI del 15% riservato alla produzione indipendente di tutti i ricavi compreso il canone.
-La definizione di una percentuale della sopra citata quota di investimento da destinare al documentario italiano, sulla falsa riga di quelle riservate al cinema italiano e alla animazione per l’infanzia.
-L’istituzione di un tavolo di lavoro con l’azienda con il compito di delineare le tipologie di documentario richieste dalle necessità di programmazione, le caratteristiche editoriali, le modalità di finanziamento. Non solo e non tanto per l’anno in corso, ma soprattutto per gli anni a venire, dando così modo ai produttori indipendenti di avanzare proposte, progetti e possibili coproduzioni.
-Una comunicazione trasparente dei piani editoriali e delle risorse disponibili. Una gestione trasparente, infatti, è da intendersi come ’accessibilita' totale delle informazioni concernenti l'organizzazione e l'attivita' delle pubbliche amministrazioni, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull'utilizzo delle risorse pubbliche” (art. 1 DLgs. 2013 n. 33)
-Una revisione della gestione dei diritti a favore dei produttori indipendenti per favorire le coproduzioni e la distribuzione estera dei prodotti commissionati sul modello adottato dal sistema britannico.
-La revisione dei contratti che regolano i rapporti con i produttori indipendenti e in particolare delle clausole vessatorie oggi presenti, quali quelle che sostanzialmente impediscono ai produttori di ricevere finanziamenti pubblici e/o privati, vedi ad esempio contributi Media, Film Commission, Tax Credit interno ed esterno, che sono stati introdotti dall’Europa a specifico sostegno dell’audiovisivo.
-L’introduzione di contratti di attivazione per favorire la fase di ricerca e sviluppo sul modello di quelli usati per la fiction.

DEROGHE AGLI OBBLIGHI D’INVESTIMENTO TV: COMUNICATO STAMPA

Doc/it appoggia la battaglia di Anica e Cartoon Italia, che hanno fatto ricorso al Tar contro l’ennesima deroga concessa da Agcom a Fox International Channels Italy all'obbligo di diffondere e investire in opere cinematografiche di espressione originale italiana.

“Riteniamo grave l’atteggiamento di Agcom verso tipologie di prodotto quali l’animazione e la comedy che rientrano a pieno titolo nel filone della produzione e creatività italiane e che possono e devono contribuire al mantenimento dell’identità culturale del nostro Paese”.

Ben consapevoli della necessità di un profondo riordino dell’intera normativa che regola il settore dell’audiovisivo, Doc/it auspica che venga al più presto superata ogni rigida contrapposizione tra gli interessi delle emittenti e quelli dei produttori indipendenti, in modo da creare le condizioni di mercato capaci di offrire alla produzione indipendente italiana condizioni paragonabili a quelle del resto d’Europa.



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