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[29-03-2007]

In primo luogo, se la colonna sonora non è caduta in pubblico dominio per decorrenza dei termini di protezione, devono essere acquisiti i diritti d’autore al suo uso all’interno del documentario, tra cui il così detto “diritto di sincronizzazione” della musica (colonna sonora) alle immagini. Questi diritti possono essere ancora nella titolarità del compositore della musica (o dei suoi eredi), ovvero dell’editore musicale (al quale l’autore li ha trasferiti per contratto).
Nella fase contrattuale dovranno essere definite le modalità e i termini dell’uso della musica nell’audiovisivo (numero di riproduzioni, modi di utilizzo etc.). Se il titolare del diritto è il compositore e lo stesso è iscritto alla SIAE, il produttore dei supporti di riproduzione del documentario realizzato deve corrispondere i compensi spettanti al compositore per l’uso privato o il noleggio di detti supporti direttamente alla SIAE.
Se la sincronizzazione avviene utilizzando una registrazione già esistente della colonna sonora, si deve inoltre acquisire il consenso del produttore discografico della registrazione, cui spetta sulle sue registrazione un diritto connesso tutelato per la durata di 50 anni dalla data di fissazione della registrazione ovvero, se entro tale termine (50 anni dalla fissazione) la registrazione è pubblicata, per 50 anni dalla prima pubblicazione.