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[14-06-2007]

La “citazione” o riproduzione di una parte o di un brano dell’opera rappresenta una specifica eccezione al diritto disciplinata dall’art. 70, L. 633/1941. Questa norma prevede che possa essere liberamente (senza chiedere la preventiva autorizzazione) effettuato il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera, indicandone la fonte. In mancanza di una preventiva autorizzazione, affinché queste attività siano lecite (ossia rappresentino un legittimo esercizio del diritto di citazione), è assolutamente necessario che siano finalizzate ad un uso di critica o di discussione, ovvero di insegnamento o ricerca scientifica.
Contrariamente a quanto molto spesso si crede, le norme non stabiliscono invece (salvo che per le antologie scolastiche) quale sia la “quantità” (ampiezza, secondi, numero di battute o quant’altro) di opera che può legittimamente rappresentare una “citazione” o libera “riproduzione di una parte o brano”: queste attività devono infatti essere limitate a quanto giustificato dal fine perseguito, fermo restando il divieto di concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera citata; nel caso il fine sia di insegnamento o di ricerca scientifica, inoltre, l’utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali.
Nel caso in cui lo scopo della citazione o della riproduzione di un brano o di una parte non è tra quelli disciplinati (ad esempio perché si tratta di riproduzione di un frammento musicale in un filmato pubblicitario) è sempre necessario acquisire le autorizzazioni all’uso da parte dei titolari dei diritti, anche nel caso in cui si usino porzioni o frammenti molto limitati di opera.